“Un paesaggio è uno stato d’animo”: percepiamo con tutto il nostro essere e a seconda di come stiamo, la meravigliosa naturalezza della vita ci apre la strada, qualunque cosa succeda. Dovrebbe essere obbligatorio vivere intensamente il tempo in cui siamo in questo mondo ciascuno a suo modo. Per farlo abbiamo a disposizione strumenti incredibili e meravigliosi: katsugen e yuki.

 

Spesso si parla di tensione, nella nostra vita.

Lo facciamo comunemente per riferirci a una situazione, a uno stato emotivo, a una reazione eccessiva; a volte in relazione a una sensazione di disagio.

Tuttavia, la tensione in se stessa non è negativa. Anzi il contrario. La tensione è necessaria affinché si manifesti la vita, poiché la vita è precisamente il movimento, continuo, tra tensione e distensione. Allo stesso modo accade quando desideriamo realizzare qualcosa che ci costa un certo sforzo, che sia scrivere un libro tanto quanto correre per raggiungere una persona. Per farlo abbiamo bisogno di sviluppare una tensione importante che una volta realizzato, possiamo rilassare.

questa tensione vitale è la tensione autogena, o autonoma.

La tensione autogena è l’espressione spontanea del desiderio vitale, che comprende tutto l’organismo nella sua complessità, nella sua manifestazione fisica, organica e psichica, come un tutt’uno indissociabile. In questo modo, qualsiasi movimento vitale, fisico, organico e psichico, nasce dalla vita che desidera esprimersi e si realizza mediante la coordinazione di tutto il nostro organismo, attraverso la coordinazione della CVP.

Il desiderio di una bambina di leggere per ore implica una tensione autonoma a cui seguirà una gradevole distensione, se può realizzarsi nella giusta misura che la bambina desidera.

Il desiderio di una giovane di suonare il pianoforte per ore e giorni si realizza grazie a una necessaria tensione autonoma, che, se è seguita da una distensione proporzionale alla tensione sviluppata, offrirà un’intensa sensazione di pienezza e un rinnovamento della vitalità.

Il desiderio che alcuni hanno di andare in montagna, di arrampicarsi per raggiungere la vetta, a dispetto delle difficoltà, delle condizioni di tempo e della fatica, si ricompensa man mano che si raggiunge l’obiettivo, e al termine può sentire il rilassamento e il rinnovamento della coordinazione completa della sua CVP, della sua vitalità, dalle cellule fino alla mente.

Abbiamo potuto tutti noi sperimentare vissuti soddisfacenti come quelli degli esempi che vi abbiamo appena presentato. Tuttavia queste situazioni reali possono diventare ideali nella maggior parte delle situazioni della nostra vita.

E’ qui che appaiono i problemi: quando il desiderio spontaneo della vita non si può manifestare o completare; quando dobbiamo fare qualcosa che è contrario al nostro desiderio o che realizziamo con grande difficoltà; quando il nostro desiderio vitale si scontra con posizioni contrarie da parte di altre persone, in famiglia, nelle relazioni personali, affettive, di amicizia o professionali; per cause sociali, culturali, economiche o politiche. La nostra vitalità allora, in tutte queste situazioni, diminuisce, rimane debilitata, bloccata.

Possiamo dire senza timore di esagerare che la cosa più frequente è che tutte le persone vivono con qualcosa di bloccato nel proprio desiderio vitale.

Non si tratta di una tensione di tutto l’organismo, ma di una tensione parziale, anche se a volte influenza e interessa la totalità del nostro essere.

La tensione autonoma non manifestata in modo soddisfacente dà luogo a un altro tipo di tensione che, nell’essere eccessiva, è la causa interna dei disturbi fisici e del malessere psichico che, alla fine, può arrivare a manifestarsi come malattia. Chiamiamo questo altro tipo di tensione come tensione parziale eccessiva (TPE).

Noguchi creó questo termine e distinse due tipi di Tensione parziale eccessiva: TPE di inibizione e TPE di sforzo eccessivo o di usura.

La tensione parziale eccessiva di inibizione è una sovreccitazione prodotta dal desiderio non realizzato o dal contenimento eccessivo della forza vitale di alcuni dei cinque movimenti vitali.

Si produce una dissociazione nella coordinazione della CVP: la testa comanda il tronco, al posto di muoversi con la sua CVP; il cosciente vestito dai condizionamenti culturali o dall’educazione ricevuta, si dissocia dal cosciente spontaneo associato al non cosciente cellulare. Con frequenza, non percependo questa dissociazione, va crescendo dentro di noi il conflitto interno prodotto nel medesimo cosciente tra quello vestito  e il cosciente spontaneo.

Possiamo, per fare un esempio, essere coscienti del nostro stato afflitto, inquieto o ossessivo, rimanendone intrappolati senza poterlo cambiare.

La Tensione Parziale Eccessiva di azione o di sforzo eccessivo può avere due cause distinte: quella originata da un’azione eccessiva di uno dei cinque movimenti e quella originata dall’ingestione di alimenti avariati, per l’effetto di una medicina sbagliata, droghe o alcool o anche per qualche incidente, colpo o caduta.

La TPE di azione eccessiva o usura, anche se può essere problematica quando lo sforzo eccessivo è reiterato, è meno conflittuale della TPE di inibizione, perché in questa, la tensione non si rilassa e la sovreccitazione interna impedisce il riposo.

La TPE è pertanto una diminuzione delle possibilità di espressione della vitalità e può dar luogo inoltre alla Perdita della salute attraverso disturbi fisici, organici, psichici e mentali.

Accade normalmente di diventare coscienti della TPE troppo tardi, quando questa origina qualche disturbo fisico (dolore o diminuzione della vitalità o della flessibilità delle membra, della testa, del collo, o di certe zone della colonna vertebrale); disturbi organici (stipsi, diarrea, acidità di stomaco, ecc.); disturbi psichici (ansietà, depressione, fretta, ecc.). Nella società, la cosa più abituale è dare molta importanza ai disturbi, agendo perdipiù, sul sintomo, senza chiedersi quale può essere la causa che c’è dietro quel disturbo. Tuttavia, anche agendo sul sintomo, la cosa importante è comprendere cosa ci comunica quel disturbo. Dobbiamo osservare in ogni persona cosa significhi la TPE perché, ricordiamo: E’ più importante che la vita si esprima piuttosto che la salute si mantenga.

La TPE ci “avvisa”, ci mette in allerta su una qualche mancanza di coordinazione della nostra CVP.

Nel caso della TPE di inibizione, la causa sarà il cumulo di vitalità che non si manifesta. Nel caso della TPE di azione eccessiva o di usura, la causa sarà nelle zone della CVP utilizzate in eccesso.  L’inibizione interna e lo sforzo eccessivo saranno sempre in relazione con qualcuno dei cinque movimenti: verticale, frontale, laterale, circolare e centrale, in + e in –, in accordo con l’uso particolare con cui si manifesta la vita di ogni persona, per le sue caratteristiche peculiari e per le sue circostanze vitali e culturali.

Vediamo ora alcuni esempi di TPE in relazione ai cinque movimenti

Quella relativa al movimento verticale si condensa solamente nelle vertebre cervicali 1, dorsali 1 e 2 e lombare 1 e nei tessuti muscolari e nervosi a loro associati. La sovreccitazione cerebrale, la schizofrenia, la pesantezza di stomaco, la frigidità o l’impotenza sono alcuni dei disturbi psichici e organici prodotti dall’inibizione del movimento vertical.

La TPE relazionata con il movimento  vitale frontale arriva a condensarsi solamente nelle vertebre cervicali 2, dorsali 3, 4 e 12 e lombari 1 e 5, e I tessuti muscolari e nervosi a loro associati. L’ansia, la fretta, la tosse pettorale, la bronchite sono alcuni dei disturbi psichici e organici prodotti dall’inibizione del movimento frontale.

La TPE relative al movimento vitale laterale si manifesta nella cervicale 4, dorsali 6-9 e la lombare 2 e nei tessuti muscolari e nervosi a queste vertebre associate. Voglia eccessiva di mangiare, tachicardia, aritmia, diarrea, epatite, sono alcuni dei disturbi psichici e organici dovuti all’inibizione del movimento laterale.

La TPE relativa al movimento rotatorio si condensa nelle vertebre cervicali 3 e 5, dorsali 5 e 10 e lombare 3 e nei tessuti muscolari e nervosi associati. Un’attitudine eccessivamente autoritaria, dolore nelle articolazioni, alterazione della pressione arteriale, acufeni sono alcuni dei fastidi psichici e organici dovuti all’inibizione del movimento rotatorio.

La TPE relazionata al movimento vitale centrale arriva a condensarsi nelle vertebre cervicali 6, dorsale 11 e lombare 4 e nei tessuti nervosi e muscolari associati. La claustrofobia, l’ossessione per l’egocentrismo, iper e ipotiroidismo, sviluppo tumorale sono alcuni dei disturbi psichici e organici dovuti all’inibizione del movimento centrale.

Ci sono tanti modi di accumulare la tensione parziale eccessiva quante le persone che esistono, ogni essere umano è unico e irripetibile, però Haruchika Noguchi scoprì una direzione o una base comune che Katsumi Mamine ha riorganizzato con rigore e chiarezza a partire dalle 5 osei:

Cinque modi di rispondere e reagire agli stimoli per vivere, a partire da tutta la composizione dell’essere: fisico, psichico. organico, biologico ecc…

Tutti noi viviamo con una parte appresa socialmente e culturalmente, e un’altra spontanea, che non intende regole né convenienze perché unicamente guidata dal desiderio profondo.

La vita è tensione o contrazione e rilassamento o distensione. E quando questo processo non si realizza in maniera armonica, si sovreccita la psiche-mente e si produce una discompensazione organica, come  conseguenza di accumulazione della Tensione Parziale Eccessiva.

Allora la nostra vita ristagna, perde allegria e brillantezza creando accumulazione, confusione in tutti i sensi.

Esiste un ordine in questa modalità di accumulo: per primo quello che ci è maggiormente proprio e se non trova soluzione, allora si dirige verso altre zone di volta in volta più lontane. E quanto più lontane, tanto più ci costa trovare il sentiero di ritorno. È qui che trova la sua importanza il SEITAI con le sue pratiche.

Immaginiamo di essere molto spessi e pesanti fisicamente e psichicamente, questo è quello che percepiamo, ma ci sono delle volte che qualcosa si fa strada senza che lo riconosciamo e abbiamo una qualche corrispondenza e ripercussione con determinati organi, persino nella nostra biochimica ecc. Appariranno dei disturbi e dei fastidi qua e la che non sfrutteremo per il fatto di essere vivi, ma piano piano accomodiamo, la nostra vita si riduce e diventa grigia e monotona.

Disponiamo però incredibili e meravigliosi strumenti:

katsugen e yuki.

 

Katsugen: prestare attenzione alla nostra CVP, alla sua coordinazione, alla respirazione petto-ventrale, senza alcuna meta o finalità, semplicemente godendo di questa pratica che ci porterà e guiderà a percepire alcune zone indurite o estremamente lasse, liberando la nostra mente e portando luce e tenerezza nelle nostre cellule.

In alcuni momenti stiamo così bene con noi stessi che non rimane spazio per il dolore, il rancore, le preoccupazioni, che non sono scomparsi ma da cui nasce la speranza di trovare una soluzione. In questo momento diciamo: mi piacerebbe restare sempre così. Però nella vita esistono molti stimoli, scontri, malintesi, ecc. E ancora si ritorna alla TPE… Però di nuovo si sta bene praticando katsugen, la vita è fatta così, incontri e disaccordi con gli altri, ma soprattutto con se stessi.

Yuki: quando qualcuno pone le mani in qualsiasi zona del nostro organismo, ci aiuta a renderci conto se respiriamo o no, se è duro, morbido, caldo, freddo ecc. E man mano che avanza e approfondisce il yuki, possiamo semmai sentire se qualcosa comincia a reagire in modo diverso e in che modo, saremo attenti, presteremo attenzione. Il semplice fatto di rendercene conto già faciliterà che la propria e saggia naturalezza si metta in moto e ci riporti a uno stato armonioso del nostro essere.

Recuperare e ritornare al nostro “io” in tutti i sensi è imprescindibile per vivere una vita piena: katsugen, katsugen, katsugen e yuki.