Qualche chiarimento
"se vedete solo le leghe, potete constatare solo la diversità,
ma se conoscete l'oro puro, vedrete il grado di mescolanza che esiste"
H. Noguchi
Haruchika Noguchi (Giappone, 1906-1976), uno dei più riconosciuti guaritori del suo tempo, viene chiamato a creare, insieme ad un'equipe, una sintesi di scienza terapeutica occidentale e orientale, dando vita ad una pratica curativa a tutt'oggi attiva (se ne può trovare un esempio nel libro del Kuniaki Imoto, recentemente edito in Italia).
H.N. crea la parola seitai (gennaio 1945) perchè:" non si pretende tanto curare, quanto coordinare" ma non soddisfatto di un processo terapeutico che non sapesse risvegliare la forza vitale dell'individuo e dando importanza ai processi di autoregolazione del corpo, comincia a maturare una diversa posizione e scoprire un approccio innovativo che diventa però una CULTURA della vita (1954-57).
Tutto ciò produce inevitabilmente un allontanamento dal resto dell'equipe giapponese.
Negli anni '70, un suo entusiasta frequentatore, Itsuo Tsuda, chiede ed ottiene il permesso di diffondere il seitai in occidente. Per preservarlo da mal intendimenti Tsuda sceglie di proporre solamente le pratiche base del seitai accostandole all'insegnamento dell'Aikido.
Negli stessi anni (1972) Katsumi Mamine, che è allievo diretto di Noguchi apre una scuola di Seitai a Barcellona, con l'immane proposito di trasmetterne l'insegnamento originale avendo cura però di renderlo comprensibile ad una sensibilità occidentale. Ragguardevole in questo senso è la sua traduzione degli scritti originali di Noguchi, lavoro non facile data la grande flessibilità della lingua giapponese. Per la prima volta tali scritti sono disponibili in occidente (si può consultare l'indice in questo nostro sito web).
Con lo stesso desiderio di poterci accostare alla fonte dell'insegnamento originario di Noguchi, non filtrato da altre esperienze, nasce Seitai-Italia, a cura di Alberto Guccione e Clara Zaccara, sintesi di tutte le loro esperienze in ambito educativo e terapeutico.
E' nostro desiderio trasmettere e diffondere il seitai conservandone la purezza originaria - il seitai è un autoapprendimento dal proprio corpo e dalla vita - nella realtà particolare dell'Italia per le molteplici condizioni sociali e culturali.





Alberto Guccione e Clara Zaccara