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Voce & Seitai - Dialoghi con lo spontaneo
CORPUS lo strumento del cantante è il corpo
LE MANI
se ci fate caso, prima ancora che la voce venga emessa, si attivano le mani: questo ci spiega, fra l'altro, perché il pianista Glenn Gould abbia sempre avuto l'abitudine di suonare canticchiando: in lui vediamo il processo al... contrario! Essendo molto emergente la osei verticale introversiva, che si riflette attivando i polpastrelli di tutte le dita (da qui la sua capacità leggendaria di articolazione), innesca inevitabilmente, per naturalezza, il bisogno di canticchiare.
Vi potrete ora divertire osservandolo in qualsiasi persona che stia cantando.
MISTER DIAFRAMMA
L'idea comunemente riconosciuta di abbassare il diaframma per sostenere la voce avrebbe senso se sotto di lui ci fosse il "vuoto" e se il diaframma fosse... un muscolo volontario. In realtà il diaframma si pone tra la cavità pettorale e quella assimilo-circolatoria e urinaria. E fortunatamente per noi è involontario poiché lavora per mantenerci in vita instancabilmente. Quindi l'unica via possibile è coordinarlo. Nel pdf potete trovare una descrizione più approfondita in relazione alle 5 osei e la loro relazione con la struttura ventrale.
Scarica il pdf "Diafragma"
NON CONTRADDITE MAI UNA SOPRANO
Questa frase è nientemeno che di Josè Carreras. Molti cantanti lirici hanno un taiheki rotatorio introversivo, e quindi una terza lombare flessibile alla torsione. Questo fa sì che la voce sia già forte per naturalezza, e in una conversazione più che concetti e sfumature, il rotatorio si misura continuamente con gli altri con il volume della voce.
Il carattere a volte "bizzarro" di molti cantanti è dovuto, sempre per naturalezza, al fatto che la torsione è psiche conclusiva, in altre parole, prima si agisce e poi si pensa...
Ho sentito una cantante dalla voce stupenda raccontare che per lei cantare era talmente facile che per avere l'impressione di cimentarsi con qualcosa di più impegnativo, ha dovuto diplomarsi in pianoforte!
Se si alza troppo L1 (per sentirla, basta sollevare le spalle), si verifica lo spiacevole inconveniente del panico da palcoscenico e la voce non sale.

C7 e D1, invece, sono connesse alla vergogna di cantare; provate a sentirle con le mani.
Nel seitai si ritrova ad istinto la coordinazione, e la postura (anche quella meditativa e di ascolto) viene sentita in relazione al movimento. Per il cantante, il cui strumento è il corpo stesso, è fondamentale riorganizzare tutta la zona della "cintura", (la lombare I e V che lavorano insieme per il piano f-e, la II laterale, la III rotatoria e la IV che coordina l'apertura e chiusura del bacino, che è la base della CVP)
VOCE E SESSUALITÀ
La osei rotatoria è intimamente correlata con quella centrale − sessuale (basti pensare alla trottola che sta in equilibrio perché gira).
La componente sessuale si nota di più nelle voci femminili, perché la voce di basso la risolve di più atleticamente (frontale), quella tenorile emozionalmente (laterale); in cambio, nel maschio lo notiamo di più nel momento di muta della voce. Molto spesso nelle cantanti la voce va di pari passo con il fascino e il carisma (che riempie i teatri).
Può diventare però un problema e l'esibizione vocale creare un vuoto sessuale da colmare (si racconta che Toscanini si accanì contro una cantante che secondo lui mancava di acuti durante le prove perché la notte precedente aveva indulto in altri piaceri).
ANIMUS
il suono è allo stesso tempo materia ed essenza della musica
MOZART E IL MISTERO SVELATO
Molti cantanti che si sono allontanati dalla vocalità di Mozart, per andare verso lidi più gloriosi hanno avuto poi problemi alla voce. Mozart, grande madre, come diceva Tomatis, ha un fluire di sensibilità del corpo continuo che permette di trasferire alla sua scrittura della vocalità un'intima comunione tra respiro, testo e psicologia del personaggio sulla scena.
Il famoso colpo di laringe − nucleo primordiale della voce − tanto decantato dalla Signora Rohmert nel Training Funzionale della Voce lo troviamo semplicemente incarnato in questa famosa aria.
La scelta della voce baritonale per l'uomo non completo Don Giovanni, o la voce femminile per lo stesso motivo in Cherubino o l'archetipo della voce grave nel Commendatore e così via all'infinito.
IL CANTANTE E' UN GUARITORE... RILUTTANTE
Ricordo un allievo, quando insegnavo canto armonico, che per presentarsi, mi porse un biglietto da visita con scritto: Tenore e Pranoterapeuta. Più indietro nel tempo presi lezioni di voce da un interessante personaggio, uno dei tanti architetti che non fanno l'architetto; ho saputo di lui che è diventato guaritore. Io stesso penso di essermi avvicinato alla voce per lo stesso motivo.
Comunque, a trasmettere qualcosa che vada oltre il suono, ci sono arrivati prima gli strumentisti.
PER CANTARE SERVE ANCHE LA VOCE: L'ANOMALIA ITALIANA
Anni fa mi recai a Sanremo a tenere un corso di aggiornamento per insegnanti. Superato lo shock di una cena in un albergo felliniano con la sola compagnia di militari russi in alta uniforme, il primo desiderio che mi venne e che mi accompagnò per tutta la durata del seminario fu di cantare! Durante un seminario di musicoterapia indiana che tenni a Napoli, invece, mi ritrovai l'intero gruppo trasformare raga indiani in canzoni!
La patria della canzone, della canzone napoletana, la patria dell'opera lirica, del belcanto, la patria che vede nascere nel 1831 il do di petto. Con la sua lingua che sembra nata solo per essere cantata, il luogo dove cantanti provenienti da tutto il mondo vengono per studiare e perfezionarsi.
Provate questo esperimento: manipolando il braccio lungo le linee legate al movimento della osei laterale, a un certo punto sentirete la voce salire.
Se, dopo qualche minuto di movimento laterale (il cui fulcro è proprio la zona diaframmatica), poggiate la mano su una spalla e poi sull'altra, vi renderete conto che ci sarà un lato più teso (che fa da centro di gravità) e uno che cede. E capirete perché Pavarotti abbia sempre tenuto un fazzoletto dallo stesso lato.
La musica ha come scopo raggiungere un'estasi e non quello di far piangere (per quello è meglio un buon film), ma se accade è perché si aggancia una suggestione spesso letteraria: ecco che nasce la canzone, e proprio in una terra _ quella italiana _ molto laterale. La tendenza laterale fa sì che qualcosa piaccia o non piaccia, gusto o disgusto, e nasconde sempre il desiderio di condividere ciò che è piacevole: in Italia non si rispetta la coda per mancanza di disciplina, ma perché non è comodo e sicuramente c'è qualcos'altro di più gradevole da fare.
Ma torniamo al canto lirico, ovvero l'anomalia italiana.
CACCIATORI DI SILENZIO
Persona è il nome dato a un'antica maschera greca a grandezza d'uomo; l'attore si nascondeva dietro di essa per recitare e cantare. E ancora: l'uomo mente, ma se gli mettete una maschera dirà la verità (Oscar Wilde).
Siamo lontani dallo scoprire il mistero della vocalità, almeno finché non riusciremo a vivere il movimento vitale del corpo, tuttavia il richiamo in questa direzione è forte; vediamo in questi anni − e ne ho fatto parte anch'io attivamente − il fiorire della tecnica paravocale del canto armonico. E' il canto del movimento estatico e medulare (verticale e centrale) che condividono lo stesso asse.
Apparente ascesi (distanza neuronale dalla realtà) della verticale, assenza del vibrato, tensione verso l'alto, l'alto come nord; per contro ma complementariamente, la voce grave (nel senso di gravità) e multiradiale del canto Tibetano.
Molti cacciatori di silenzio sono miei amici, il loro sguardo corre di certo lontano, ma io continuo a preferire il silenzio.
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