Pratiche o...

strumenti per contattare la vita?

Quando nei corsi diciamo che katsugen lo conoscono già tutti, nessuno ci crede…

Cercare la posizione giusta per addormentarsi è katsugen, sbadigliare, arrossire, starnutire è katsugen, reagire in modo totalmente spontaneo di fronte ad un’emergenza è katsugen… La stessa cosa per yuki. Per consolare un amico vi mettete di fianco e non davanti come per un colloquio di lavoro, le mani vanno automaticamente sulla testa per calmare i pensieri.

Cosa manca allora?

Di approfondire, dare valore e utilizzare per la propria vita quotidiana katsugen e yuki al posto di stampelle o falsi schemi mentali. E’ il senso dei corsi di introduzione al seitai che teniamo ciclicamente nel nostro piccolo dojo a Brunello (VA) e in giro per l’Italia quando ci chiamano.

Che piova o tiri vento non rinunci alla tua ora di palestra, perché ti fa bene e per te è la cosa migliore che esista? E’ la tua Osei frontale, il movimento avanti che ti “possiede”; non c’è niente di un buon libro per finire la serata, dopo la mia classe di Yoga… stai muovendo la tua Osei verticale, il movimento ascendente… E così via.

Esiste qualcosa che muova tutta la tua vita, nel suo insieme?

Katsugen Undo, e non solo, muove le tue cellule, i tessuti le tue psiche e in modo finalmente… coordinato.

Ciò che differenzia Katsugen Undo dalle pratiche o metodiche che già conosci (che so, Feldenkrais, Tai Chi ecc.) è che imparerai a riconnetterti con tuo personale movimento vitale senza… intermediari. Non c’è un fai così che ti fa bene, se fai cosà ti fa bene al fegato… Insomma non fate niente e il movimento aggiusterà tutto da sé.

E’ la Vita che lavora per voi, io mi fiderei…

Yuki [significa KI grato e a differenza di katsugen undo, Noguchi ne ha cambiato nome più volte], è l’attitudine naturale di utilizzare le mani nella comunicazione spontanea.

Consiste nel prestare una piccola attenzione alla vita dell’organismo di un’altra persona e nient’altro.

Meno intenti hai e più riuscirai ad approfondire la tua attenzione sulla vita dell’altro; sentire, fonderti. comunicare e respirare. Solamente prestare una piccola attenzione alla vita dell’altro o alla tua.

Alla lunga apprezzerai il fatto di non avere un intento curativo o diagnostico, perché la tua pratica si approfondirà ogni oltre limite che puoi immaginare e poi… cosa accadrebbe se i risultati che speri non si compiono?

Se vedi da fuori due persone che fanno yuki ti sorprenderai. Non c’è posa del terapeuta e del paziente, le mani sono esattamente dove devono essere, in un modo talmente comodo e fusionale da lasciare allibiti.

L’esperienza che provi facendolo si approfondisce e si accumula.

Come riconoscere il movimento vitale?

Quando vai in discoteca a scatenarti è il bisogno di scaricare il surplus di tensioni superficiali della CVP insidiate nelle braccia e nelle gambe, sudate molto; quando vanno via ti fermi, a meno che non rimorchiate qualcuno… se osservi il movimento, vedrai che sono sempre braccia e gambe a guidare il resto.

Nel Feldenkrais cerchi di sostituire gli schemi mentali di movimento con altri più efficienti, nella biodanza lavori sull’emozionale guidato dalla musica.

Nel katsugen il movimento è ripetitivo, è un piacevole automatismo, una continua alternanza tra tensione e distensione, una personale combinazione dei 5 movimenti in + e in − (n.b.: per gli appassionati di fisica quantistica: riconoscete le 10 stringhe, le 10 dimensioni dell’Universo?…), tu lo segui e basta, senza mai lottare con te stesso, con la musica o senza, senza mai sudare, a meno che non sia attivo il rotatorio, l’eliminatorio.

Il movimento è diverso per ogni persona e diverso per la stessa persona ogni volta che lo “contatta”.

La nostra amica e collega Magda
E' una ``maga`` nel fotografare Katsugen. Qua vedete come il movimento frontale è diverso per ogni partecipante.
Nel ballo ``tradizionale``
A muoversi sono solo braccia e gambe che ``trascinano`` la CVP. Mai il contrario, come nel Katsugen.
La grande coreografa Pina Bausch
E' la prima artista che ha colto i movimenti ``estatici``. Quello verticale e centrale.
Alberto Guccione
Durante una presentazione in una Scuola di Naturopatia Orientale.

Mani che fanno yuki e mani che fanno reiki

Provate a toccare con delicatezza e senza chiuderle, le alette delle narici, come se doveste accingervi a fare del buon pranayama. Immediatamente sentirete qualcosa… Vi dico cosa sento io: il flusso d’aria, i muscoli delle cartilagini a destra, il collegamento con i bronchi le cui cellule mi ringraziano perché… fumo. E voi? Indubbiamente sentite qualcosa e ogni volta una cosa diversa.

Niente intenti, niente comprensioni (che so, meridiani, chakra…), niente attivazione di simboli, tabelline di psicosomatica… Che liberazione! Ogni volta che lo rifate sentite qualcosa di nuovo, la vostra esperienza diventa conoscenza oggettiva e cristallizzata. Con questa “sciocchezza” delle narici sentii una volta il chiaro collegamento tra mucose e movimento “avanti” delle spalle; da quella volta in poi risolvo i raffreddori di mio figlio con due giri di altalena al parco giochi e senza bisogno di vendere un nuovo metodo miracoloso… che liberazione il seitai.

Se utilizzate le due mani, ne sentirete ben presto il collegamento, vi apparirà la respirazione e lo stato reale dell’organismo, liberi per sempre dalla diatriba dei pranoterapeuti: qual’è la mano radiante e quale assorbente?

Mettetele sul ventre, una sul plesso e un’altra sul tantien… dopo un’iniziale caos, sentirete tutta la respirazione organizzarsi da sé, in modo autonomo. Se le mettete sulla testa (quello che nel seitai chiamiamo i cinque punti…) con l’unica accortezza di… tenere in mano un melone senza farlo cadere, non sentirete più le ossa craniche e terrete in mano il globo più incredibile e luminescente che vale più di mille mappe colorate.

Non conosco miglior massaggio di yuki a testa e collo…

Come per katsugen non dovete fare niente, ma lasciar fare alla vita. Riuscirete mai a fidarvi?

A cosa servono KU & yuki?

A vivere, che diamine… A conoscere come fai a vivere e poterlo applicare alla tua vita quotidiana, al tuo lavoro, alla tua creatività.

A risvegliare il vigore e il desiderio vitale. Ma hanno una portata pratica che sfugge a qualsiasi altra metodica. Ogni metodo che conosci all’inizio funziona, magari perchè è stato ben venduto o ci hai speso un bel po’ di soldi. Ma dopo poco ti fermi, ti dicono che hai sbagliato qualcosa, che devi esercitarti.

Questo perché i metodi lavorano sul generale, KU e yuki sul particolare: sanno individuare in pochissimo tempo le zone ben precise dove la tua vita ristagna, si coagula, si congela, si inibisce: un potente raggio laser, che si mette in moto per risolverla, sempre e solo con le tue coordinate e ti inizia al linguaggio particolare che il tuo organismo utilizza per portare dove serve la tua totale attenzione e segnalarti il percorso che sta seguendo per normalizzarsi (…scusa, quello che di solito chiamiamo disturbi, malattie, ossessioni psichico-mentali).

Sai cos’è per noi l’illuminazione?

una compensazione automatica ad una discompensazione naturale.

Se sei arrivato fin qui

vuol dire che qualcosa ti risuona e ti interessa. Allora forse vuoi scoprire quali nuove conoscenze si apriranno praticando…